18 febbraio 2008

Joost


È poco più due mesi fa che è volato via ormai. Perché devono essere i migliori ad andarsene io mi chiedo, tra tutti, perché lui? Ma il mondo va come vuole purtroppo, fregandosene del concetto di "giustizia" che noi uomini abbiamo inventato e a cui spesso tentiamo di aggrapparci. L'unica cosa che posso fare a questo punto è ricordarlo.

Ricordarmi di quando mi fece conoscere la musica punk e in particolare i Bad Religion che ancora ora sono tra i miei gruppi preferiti. Ricordarmi che lui e Claudia mi ospitarono a casa loro quando ero scappato di casa.

Mi ricordo come ero rimasto impressionato dal suo stile di scrivere, moderno e ironico e originale, quando mandava email di aggiornamento a tutti i suoi amici, quando era in ospedale a lottare contro la leucemia e poi nuovamente contro la leucemia quando gli tornò, e poi contro sindrome di Guillain-Barré che l'aveva paralizzato e per dei mesi lo aveva costretto su una sedia a rotelle. Era come se avesse blog, ma prima che avere un blog diventasse di moda.
Il desiderio di vivere e l'amore dei suoi cari gli permise di vincere tutte queste battaglie. Solo per poi perdere di nuovo tutto per causa di uno stupido batterio che avvantaggiandosi suo corpo indebolito nel giro di 24 ore lo uccise.

Con lui riuscivo a parlare come con nessun altro. A discutere di vegetarianesimo, di politica, di software libero, di educazione dei figli, di rabdomanti. Non sono mai stato bravo a parlare con le persone, ma con lui ci riuscivo, e soprattutto era molto piacevole confrontare le nostre idee, spesso avevamo opinioni diverse, ma questo non era un problema. Con lui solo potevo parlare di ragazze, non nel modo superficiale e macho e stupido in cui la maggior parte della gente ne parla, potevo parlargli della mia timidezza, dei miei sentimenti.

Dico quindi addio a quest'uomo così creativo, idealista, punk, artista, sensibile e intelligente che anche se non è piú fisicamente tra noi rimarrà sempre nel nostro cuore (frase scontata forse, ma vera). Addio Joost!!