11 giugno 2011

Nucleare

Non ho tempo per un'analisi approfondita quanto vorrei, però provo a dare alcuni spunti su cui riflettere.

(Messaggio promozionale: tutti a votare, mi raccomando!)

Pensare al nucleare significa pensare al lungo periodo. Nel lungo periodo le fonti fossili non saranno più un'opzione.

Per cui: dovremo prima o poi disintossicarsi dalla dipendenza del petrolio, in un modo o nell'altro.

Le alternative più promettenti sembrano il rinovabile e il nucleare.

Credo che un incidente importante ogni paio di decenni e il problema delle scorie, in realtà, siano quasi insignificati in confronto alle devastazioni giornaliere messe in atto dalla nostra specie.

Però non ci sono scuse per come gestiamo le scorie. Ancora non sappiamo cosa fare con quelle provenienti dalle centrali chiuse nell'87.

Esempio: lo tsunami del 2004 riversò numerosi fusti di scorie nucleari sulla costa somala. 300 morti sul momento, e chissà quanti in seguito. La criminalità organizzata italiana da sempre usa quelle acque come discarica abusiva. Questo è solo un esempio che mostra l'irresponsabilità dell'uomo. Credo che l'essere umano non sia abbastanza maturo per il giocattolo del nucleare.

Non mi sembra che il nucleare sia così conveniente economicamente come alcuni vogliono far credere. Allo stato attuale le rinovabili hanno un costo che va da circa uguale a circa il doppio del nucleare. Costi che continuano a diminuire.

Con la differenza che con il nucleare bisogna spendere tutto subito.

Nessuna azienda sana di mente investirebbe i propri soldi sul nucleare, se non che è lo stato a anticipare tutta la spesa.

Questo perché attivandosi ora vedremmo le prime centrali tra dieci anni e prima di esserci rifatti degli investimenti iniziali saranno passati altri decenni.

Nel frattempo può succedere di tutto. Dai cittadini che chiudono le centrali con un referendum, alla scoperta di metodi più efficienti per produrre energia.

Non sono un economista, ma continuo a non capire come possa essere saggio economicamente puntare sul nucleare.

Di quattro o cinque centrali non ce ne facciamo niente. Perché abbia senso ne servono svariate decine (vedere la Francia): se intanto buona parte del fabbisogno energetico verrà da fonti rinnovabili tanto vale usare solo quelle, o no?

Quando lo stato fa finanziamenti così grossi a multinazionali private tendo a essere sempre sospettoso.

Invece di investire decine di miliardi di soldi statali nel nucleare, investiamo nella ricerca. Sono convinto che si possa fare molto meglio del nucleare.

Buon referendum!